Lo smemorato di collegno

 

Nel 1926 si apre, a Torino, un mistero giunto fino ai giorni nostri. Il caso Canella-Bruneri.

Il professor Canella, nato a Padova il 5 dicembre 1881, è uno studioso e docente di filosofia.

Richiamato alle armi nel corso della prima guerra mondiale, viene dichiarato disperso a seguito di una sanguinosa campagna occorsa in Macedonia nel 1916. Il suo corpo non sarà mai ritrovato.

Undici anni dopo compare un uomo misterioso

Smemorato di Collegno
Nel 1927, ben 11 anni dopo, viene pubblicata su “La Domenica del Corriere” la foto di un uomo sui 45 anni, barba lunga, ricoverato presso il Manicomio Reale di Collegno. Era internato da circa un anno per aver mostrato segni di squilibrio mentale - fu arrestato mentre vagava per Torino urlando e minacciando il suicidio – e per aver commesso piccoli furti.

L'uomo è affetto da amnesia. Non ricorda nulla di sé e del suo passato. La sua è comunque una condotta tranquilla, pacata, tant’è che i medici pensano si tratti di una persona istruita e molto educata.

L’identità ritrovata

Una volta vista la foto, la Signora Canella non ha dubbi! Quell’uomo è il marito disperso tornato finalmente alla vita!

Chiede il permesso di poterlo vedere. Ottiene diversi incontri nei quali, pian piano, i ricordi riaffiorano fino al punto di esplodere in un abbraccio che sancisce l’identità ritrovata… una vita, i figli, una casa.

  Quell’uomo è davvero Canella oppure è un impostore?

L’uomo torna a casa, a Verona, con la moglie. Ma poco dopo una lettera anonima giunge presso la questura di Torino. Qualcuno sostiene con forza che quello non sia il professor Canella bensì il truffatore Bruneri.

Mario Bruneri, tipografo nato a Torino il 18 giugno 1886, è un anarchico che vive senza fissa dimora nonché ricercato da diversi anni per via di alcune condanne precedenti per truffa e lesioni.

L’uomo viene sottoposto a riconoscimento da parte di tutta la famiglia Bruneri: moglie, figlio e persino dall’amante. Solo alla madre viene risparmiato il faccia a faccia in quanto malata di cuore. Tutti riconoscono in lui il Bruneri, il quale, in preda all’ansia si accascia incosciente a terra.

Chi vince la battaglia legale?

Comincia da qui una lotta incessante in tribunale. Una lotta senza esclusione di colpi nella quale la signora Canella è più determinata che mai a dimostrare che quell’uomo sia proprio il marito.

Nel 1931 giunge l'ultima sentenza emessa dalla Cassazione: lo smemorato è il Bruneri il quale deve dunque scontare una condanna residua ci circa due anni. La corte dichiara inoltre "illegittimi" i figli avuti dai due ed "immorale" la loro unione.

Una volta scontata la pena, non reggendo più il peso dello scandalo, i coniugi decidono di trasferirsi in Brasile.

Oggi la scienza ci dice la verità

Qualche anno fa la trasmissione di Rai3 “Chi l’ha visto” ha voluto risolvere il mistero confrontando i profili genetici di Julio Canella - nipote certo del Professore, nato da un figlio avuto prima di andare al fronte - e Camillo - figlio del Canella Smemorato ricomparso nel 1926.

Il risultato, consegnato in busta chiusa a Julio, «non è quello che ci si augurava». Queste le parole del nipote di Canella. Dunque, per esclusione, lo smemorato non può essere altri che il truffatore Bruneri.

La Signora Canella ha probabilmente vissuto accanto ad un impostore. Ora resta da capire - ed è forse questa la parte più affascinante della storia – lei, la signora Canella, lo sapeva? Ne era a conoscenza? Non lo sapremo mai. Forse è proprio questo il più grande mistero di questa storia.

 

Fonti immagini: http://www.larena.it;  www.wikipedia.it

 

 

L'ultima avventura di Emilio Salgari

 

 

Salutò i figli e prese il tram per l’ultima volta… E fu proprio il tram ad accompagnarlo verso l’abbraccio più vero… L’abbraccio con le sue fantasie…

Emilio Salgari la mattina del 25 aprile 1911 prese il tram in direzione corso Casale, salì sulle colline torinesi per immergersi nei boschi più fitti, come fitta e immensa era la sua mente creativa.

Un piede dopo l’altro, una sigaretta dopo l’altra si addentrò nei luoghi che avevano ispirato tanti dei suoi racconti e romanzi. Autore di mille avventure che fecero sognare e appassionare tutto il mondo, Salgari costruì dal nulla un mondo tutto suo… un universo di avventura… un mondo mentale e parallelo nato forse dal dolore di vivere una realtà che non era la sua… 

 

Le difficoltà economiche, lo sfruttamento degli editori che - per miseri compensi - lo costringevano ad usare il suo dono forzatamente (nella sua vita scrisse 80 opere e 200 racconti brevi)... Ed ancora il dolore per una moglie tanto amata - artista di teatro per la quale si trasferì a Torino - che finì malata in manicomio...

Così… quella mattina, adagiò camicia e gilet su di una pietra scura… ancora qualche passo... poi sedette, spezzò la sua penna deponendone a terra i pezzi e.... con un rasoio si recise la gola chiedendo alle sue fantasie di accoglierlo, di cullarlo nel suo ultimo viaggio... l’avventura verso il suo “vero” mondo.

Di seguito un' immagine dell'articolo originale con il quale La Stampa, il giorno 26 aprile 1911, ne annunciò la morte: 

"Emilio Salgari si è ucciso a colpi di rasoio" 

 

 

 

Il panico e la paura delle bombe: Torino Oggi come allora

Piazza San Carlo Torino
Piazza San Carlo Torino. Foto gentilmente concessa da www.mepiemont.net

 

Sabato scorso, una serata di sport ed aggregazione si è trasformata in un incubo...

Siamo in guerra, anche oggi, anche a Torino, anche se i torinesi non lo sanno. E sono le paure inconsce i nostri peggiori nemici. Proprio come 75 anni fa

Torino 1940: scatta la psicosi dopo i primi attacchi

Correva l'anno 1940 e da poco la città aveva sperimentato i primi bombardamenti. Serpeggiava ansia fra gli abitanti e bastava poco per scatenare il terrore. Le cronache de La Stampa raccontano che un pomeriggio all'udire un suono lungo e stridulo molti, pensando alle sirene dell'allarme antiaereo, cominciarono a correre terrorizzati, abbandonando per strada borse, cappelli, libri, biciclette e quant'altro avessero con loro, alla ricerca affannata di un riparo, una cantina, un rifugio scrutando impauriti il cielo.

Via Roma Torino
Via Roma. Foto gentilmente concessa da www.mepiemont.net

 

Ma non era la sirena dell'allarme, non era il segnale angosciante di un attacco. Era soltanto il rumore delle ruote di un tram contro i binari in una curva, un suono a cui oggi neppure più facciamo caso ma che all'epoca bastava a scatenare la psicosi. A poco servirono le rassicurazioni del Comune e gli interventi dell'azienda delle tranvie con lo spargimento di grafite sui binari per ridurre l'attrito: il terrore era ormai radicato negli animi.

Oggi, come ieri, anche Torino è in guerra ed il primo nemico sono le nostre paure. 

di Stefano A. Cerrato

 

Cinemage ringrazia il Professor Stefano Cerrato, docente presso Unito e membro appassionato di ATTS (Associazione Torinese Tram Storici), per aver contribuito all'arricchimento della rubrica #Gocceditorino, scrivendo questo bellissimo articolo. 

Gocce di Torino: cos'è 

Gocce di Torino è la rubrica interna al progetto Storia di 1 tram, documentario storico sulla Torino degli anni della 30-40Una rubrica alla quale tutti voi lettori potete contribuire scrivendoci ricordi diretti, episodi conosciuti leggendo o studiando, oppure racconti dei vostri nonni... Curiosità della nostra città, siano esse serie, divertenti o misteriose, collocate tra gli anni 20-50 e del '900.

Potete scriversci sul nostro sito Cinemage o sulla nostra pagina facebook.

Grazie a tutti e... alla prossima "Goccia"....

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