L'ultima avventura di Emilio Salgari

 

 

Salutò i figli e prese il tram per l’ultima volta… E fu proprio il tram ad accompagnarlo verso l’abbraccio più vero… L’abbraccio con le sue fantasie…

Emilio Salgari la mattina del 25 aprile 1911 prese il tram in direzione corso Casale, salì sulle colline torinesi per immergersi nei boschi più fitti, come fitta e immensa era la sua mente creativa.

Un piede dopo l’altro, una sigaretta dopo l’altra si addentrò nei luoghi che avevano ispirato tanti dei suoi racconti e romanzi. Autore di mille avventure che fecero sognare e appassionare tutto il mondo, Salgari costruì dal nulla un mondo tutto suo… un universo di avventura… un mondo mentale e parallelo nato forse dal dolore di vivere una realtà che non era la sua… 

 

Le difficoltà economiche, lo sfruttamento degli editori che - per miseri compensi - lo costringevano ad usare il suo dono forzatamente (nella sua vita scrisse 80 opere e 200 racconti brevi)... Ed ancora il dolore per una moglie tanto amata - artista di teatro per la quale si trasferì a Torino - che finì malata in manicomio...

Così… quella mattina, adagiò camicia e gilet su di una pietra scura… ancora qualche passo... poi sedette, spezzò la sua penna deponendone a terra i pezzi e.... con un rasoio si recise la gola chiedendo alle sue fantasie di accoglierlo, di cullarlo nel suo ultimo viaggio... l’avventura verso il suo “vero” mondo.

Di seguito un' immagine dell'articolo originale con il quale La Stampa, il giorno 26 aprile 1911, ne annunciò la morte: 

"Emilio Salgari si è ucciso a colpi di rasoio" 

 

 

 

OUR OFFICE